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Infrastrutture in Italia per una mobilità più sostenibile: facciamo il punto

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Infrastrutture in Italia per una mobilità più sostenibile: facciamo il punto

Abbiamo parlato di automotive, abbiamo parlato di smart city e AMaaS, ma se volessimo realmente abbandonare i veicoli a combustione e utilizzare veicoli elettrici saremmo supportati da una corretta rete di infrastrutture in Italia? Nel nostro paese è attualmente possibile coprire le piccole quanto le grandi distanze in modo sostenibile, riducendo le emissioni di C02?

Per muoverci in modo sostenibile dobbiamo decidere che tipo di cittadini smart vogliamo essere

Una premessa importante, in quanto organizzatori di BluexperienceIl Salone della Mobilità Sostenibile – è quella di sottolineare che il cambiamento si compone di vari input: uno dei fattori più importanti è quello del comportamento e delle abitudini individuali. Ad esempio, prima ancora di verificare quante infrastrutture in Italia permettono la ricarica elettrica dei veicoli, bisogna chiedersi come, a partire dai nostri spostamenti quotidiani, fino alle grandi distanze, dobbiamo mutare la nostra idea di viaggio.

Se dobbiamo fare una piccola commissione in centro, dove sappiamo che c’è traffico, o sarà difficile parcheggiare, possiamo decidere di spostarci tramite autobus, metropolitana o veicoli a noleggio come un monopattino o una bicicletta?
E ancora: avremo bisogno di utilizzare la nostra auto non solo in città, ma anche quando dobbiamo fare lunghi spostamenti, magari fuori Regione? In quel caso saremo noi a guidare per km, utilizzando carburante, o ci affideremo alla rete ferroviaria o ad altri tipi di trasporti nazionali per evitare traffico e inquinamento?

Questi due generici macro-approcci cominciano a dirci già tanto su quali siano le nostre esigenze – e su quanto siamo o meno dei possibili utenti smart che potrebbero utilizzare un veicolo elettrico.

Una volta fatta questa considerazione, cominciamo a guardarci intorno e a renderci conto di quale sia lo stato delle infrastrutture di ricarica su suolo pubblico (o privato ad accesso pubblico) in grado di garantire una giusta autonomia alla nostra prima auto elettrica e agli spostamenti che abbiamo in programma di fare.

Le infrastrutture in Italia: come sono distribuite tra Nord e Sud

Con un trend in crescita rispetto allo scorso anno, le postazioni di ricarica elettrica sul suolo nazionale, secondo i dati elaborati a fine dicembre 2021 da Motus E – la principale associazione italiana a sostegno della transizione verso l’utilizzo di veicoli elettrici – sono presenti 26.024 punti di ricarica (divisi in 13.233 infrastrutture), circa il 35% in più rispetto al 2020. Un dato senz’altro incoraggiante, che però presenta un’evidente criticità in termini di distribuzioni: il 57% circa delle postazioni di ricarica, infatti, si concentra nel Nord Italia, mentre solo il 23% nel Centro e il 20% nel Sud e nelle Isole.

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Fonte: Dmove

Questi dati, ad ogni modo, ci comunicano che, lungo tutta la Penisola, nelle aree cittadine e periferiche, avremmo quasi sempre la possibilità di localizzare una colonnina di ricarica per la nostra auto elettrica. Ma cosa succede se dobbiamo percorrere una lunga distanza? La distribuzione delle infrastrutture in Italia, in ambito elettrico, riguarda anche autostrade, tangenziali e superstrade?

Il portale Newsauto a novembre 2021 riporta che, nonostante la Legge di Bilancio 2021 avesse messo in preventivo una rete di ricarica “efficiente e capillare” per tutti i concessionari autostradali, al momento sono solo 11 le aree di servizio con punti di ricarica rapida per auto elettriche (dati EnelX), per una media di circa 1,2 punti di ricarica ultra fast ogni 100 km di autostrada, (inclusa però la rete di Supercharger di Tesla che, al momento, non è ancora aperta a tutti).

Colonnina ricarica elettrica presso area di servizio Flaminia Est

Insomma, la geografia italiana della mobilità sostenibile è ancora da scrivere, approfondire ed espandere. In questo articolo abbiamo cominciato a parlarvi di una traiettoria verso un futuro più sostenibile, in accordo con quanto sta avvenendo nel resto d’Europa: basti pensare, infatti, che per ovviare al potenziale ostacolo delle soste obbligate per la ricarica elettrica, in alcuni paesi come la Gran Bretagna, la società autostradale Highways England  sta progettando soluzioni alternative, come ad esempio una ricarica wireless con piastre speciali, cavi interrati in grado di generare un campo magnetico dal suolo e trasferire l’energia alle vetture in corsa!

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